Stavo parlando con Mark, ieri. Mark è il bellissimo merlo che spesso mi viene a trovare. Ha dodici anni e ogni tanto viene a zampettare sulla finestra della mia camera, alla ricerca di cibo.
A volte prendo un pezzettino di pane dal tavolo della mensa e lo metto nella tasca del pigiama, per darlo a Mark. Una volta l’infermiera mi ha visto, mi ha chiesto perché avevo il pane in tasca e le ho detto che era per Mark, e lei mi ha guardato malissimo. Chissà perché.
Stavo parlando con Mark, e quando viene a trovarmi è bello. Quando c’è lui non ho più voglia di piangere, anzi, certe volte rido. E poi ogni tanto Mark mi porta a volare.
E quando ci mettiamo a volare, vedo il mondo dai suoi occhi.
E’ quasi come quando ci portano a vedere la televisione nella sala comune. Però è più bello, perchè non c’è nessuno intorno a me e non si litiga per il telecomando.
E vedo gli alberi sotto di me, i prati, le montagne, i ru…ruselli. O forse “ruccelli”, credo. Hanno così tanta aqua fresca! Prima o poi devo chiedere a Mark se posso berla. Qui mi danno solo delle bottigliette di plastica e l’aqua fa schifo ed è calda.
Una volta Mark mi ha fatto vedere il suo nido. Era piccolo piccolo, e c’erano le foglie in alto che lo riparavano dalla luce del sole. E c’era dentro un uovo! Però preferisco la mia cameretta, perché almeno c’è il mio lettino e la foto della mia mamma nella cornice sul comodino.
Mark, una volta, mi ha detto che il mondo è la fuori che mi aspetta. Che è lì anche per me. Per me! Tutte queste cose belle!
Mi ha detto che mi hanno chiuso qui dentro perché avevo troppa fata… fantan… fatansia. Sì, credo che abbia detto così. Ogni tanto usa delle parole difficili e non lo capisco molto bene.
E mi ha detto che ci sono degli uomini cattivi, che dicono che questo non va bene. Che devono curarmi, così mi hanno portato via dalla mia mamma appena sono nato.
Però sono qui da tanto tanto tempo, e la mia mamma non l’ho mai vista. Chissà se piange anche lei, come piango anch’io quando guardo la sua foto. Non voglio che piange.
Ma poi Mark mi ha detto che là fuori ci sono delle cose bellissime, anche se non le posso vedere. C’è una cosa che si chiama “amore”. Ce l’ha avuto la mia mamma quando mi ha fatto uscire dal pancione… ed è la cosa che la principessina del mio cuore mi regalerà, se gliela regalo anch’io.
Una principessina tutta mia, proprio come quelle del mio libro di favole!
Me l’ha detto Mark che ce ne sarà una, anche se un po’ non ci credo. Ma non diteglielo, perché ho paura che poi si arrabbia. E poi non lo so se ce l’ho, questo “amore” da regalarle.
Ieri Mark ha detto che se voglio mi porta via con sé, per sempre. Perché sono stato buono con lui. E perché sono l’unico che parla con lui, mentre gli altri umani lo cacciano sempre via.
Mi sa proprio che lo seguirò.
Ma ora devo andare, che l’infermiera sta per arrivare a spegnere le luci. Ora rimetterò il diario sotto al letto. Spero che nessuno lo trovi. Me l’ha regalato un dottore buono, che mi sorride sempre e mi legge le favole.
E’ l’unico, che mi sorride sempre.
Buonanotte anche a te, Mark.
